Dennis Hopper, grandissimo attore del cinema americano e indimenticato regista di Easy Rider, si è spento nella sua casa di Venice in California. Aveva 74 anni e da tempo ormai era malato di cancro alla prostata, che lo aveva consumato nel corpo e nello spirito.
Nonostante il 26 marzo 2010 fosse arrivato a pesare appena 45 chilogrammi, non è voluto mancare alla consegna della stella con il suo nome sulla Hollywood “Walk of fame”, assieme all’amico di sempre Jack Nicholson.
Hopper lascia un’eredità enorme, soprattutto come attore, tra le sue altre interpretazioni più famose, quelle in Apocalypse Now, Blue Velvet e Speed. Tra gli altri titoli da regista Out of the Blue, Colors e The Hot Spot. E’ diventato un personaggio simbolo dell’anticonformismo e della cultura “contro” dell’America degli anni Settanta, l’icona ribelle di Hollywood.
Dennis Hopper era fuori dalle righe, anche troppo, per alcuni. La sua è stata una vita di eccessi e di provocazioni. Una volta, durante un’intervista, raccontò di aver sniffato strisce di cocaina “lunghe quanto un braccio, ogni cinque minuti, giusto il tempo di riprendere fiato con qualche litro di alcool”. Capace di instaurare rapporti di amicizia con le persone più diverse, aveva frequentato i più grandi personaggi dell’arte, dello spettacolo, della politica. Suoi amici erano stati James Dean e Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Martin Luther King, Marlon Brando e John Wayne, Miles Davis e decine di altri nomi leggendari. Da tempo viveva a Venice, in California. Ed era stato inserito nella lista dei 100 più importanti collezionisti d’arte moderna del mondo. Di recente, la Cinematheque Francais di Parigi gli aveva dedicato una retrospettiva.
Mito per ogni biker, Hopper firmò come detto l’epocale Easy Rider, cantando della libertà e dei sogni della generazione del ‘68 e facendo a Jack Nicholson il dono di una carriera che fino a quel momento gli era stata negata.
Vogliamo pensare che adesso stia percorrendo con la sua Harley le strade del cielo, libero come aveva sognato in Easy Rider.
Buon viaggio Dennis, ci mancherai.


